il vento caldo raffica
sposta panni nuvole larici
mi strappa le radici
e volo sopra monti e mare
tra le tue braccia, piccola lunatica
chiara fresca e dolce
come la cascata nella polla
del ruscello Arbouno
sgorgato dalle viscere del Tibert
erta di fallo (errore)
rituffata nella tua finzione coniugale

© Daniele Martino 2017 | proprietà letteraria riservata

Come sto pensando in questo periodo dell’educazione, anche per l’erotismo sento che è più che sufficiente tornare alla Grecia classica, per spiegarci la spettacolare complessità della vita: a Socrate e a Epicuro, a Eraclito e a contatto di affetto anche corporale, disinibito e mai abusivo tra maestro e paidos, per indirizzarci in ogni modo possibile verso la consapevolezza e non verso la tragedia orchestrata da cannibalismi.

Grecia antica come bilanciere tra Oriente e Occidente, nella bellezza del corpo nudo, dello sport, della grazia, della cultura, del rito. Alessandro Magno è arrivato fino all’Indo, ha sposato la splendida Rossana più o meno iraniana, per ragioni dinastiche essendo omosessuale, e ha contaminato Grecia e India, producendo le più fertili possibilità di sapienza e di amore.

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