la fune

da subita paura presi,
senza altro dire lasciarono la fune,
e cominciarono quanto più poterono a fuggire
GIOVANNI BOCCACCIO

«sto male
ti lascio
senza rancore
senza rabbia
inaridita
vado in terapia»

ti lasci
riavvolgere
dalla tua fune

© Daniele Martino 2019 | proprietà letteraria riservata


oxytocin is my guru

Nelle relazioni amorose, acquisite parità di genere e libertà di scelta, ci sono solo due opzioni:
1. la relazione, che è un training incessante che ha per obiettivo una interazione che funzioni;
2. l’iterazione di nuovi brevi incontri sessuali che hanno per default eccitazione iniziale e squallore finale.
Una relazione funzionale secerne un buon flusso di dopamina, serotonina, ossitocina; l’iterazione sessuale produce picchi di dopamina e carenza di serotonina, niente ossitocina.
Nei miei secondi cinquant’anni il mio guru è l’ossitocina.

il narcisista ridicolo

«Che egli mi faccia capire con la forza del suo ragionamento su quali basi ha fondato quei grandi privilegi che pensa di avere sulle altre creature. Chi gli ha fatto credere che quel mirabile movimento della volta celeste, la luce eterna di quelle fiaccole ruotanti così arditamente sul suo capo, i movimenti spaventosi di quel mare infinito siano stati determinati e perdurino per tanti secoli per la sua utilità e per il suo servizio? È possibile immaginare qualcosa di tanto ridicolo quanto il fatto che questa miserabile e meschina creatura, che non è neppure padrona di se stessa ed è esposta alle ingiurie di tutte le cose, si dica padrona e signora dell’universo, di cui non è in suo potere conoscere la minima parte, tanto meno comandarla?»

Michel de Montaigne, Apologia di Raymond Sebond (1580-1588)

selfish selfie

quando perdo il senso dell’orientamento
risalgo la genetica delle parole
vacanza è sentire il vuoto in una stanza
ascoltare il battito del tempo
alzarmi la mattina quando il mio cervello vuole
pulire bene lo scarico dell’acqua sul balcone
finire il libro che avevo cominciato
e mai finito per obbedire al ritmo del lavoro
scrivere a mano sul quaderno sul bancone
riprendere a sentire il corpo un po’ ingrossato
assottigliarlo con una disciplina con decoro

e penso che mi impegnerò di più
quando torneranno i figli e lei
perché ora piccoli e lontani in chat e selfie
li percepisco nitidi protetti dai momenti bui
in cui son aspro se mi sento giù

sì domani quasi quasi apro un altro libro
quello che barcolla sulla torre delle mie intenzioni
nel silenzio nel fresco mentre il mondo cuoce

© Daniele Martino 2019 | proprietà letteraria riservata