indicativo presente

Quando sei licenziato a 50 anni senti che sotto il tuo mondo si apre una voragine oscura: quell’idea così consolidata di “carriera”, di sicurezza, di progressivo assopirsi verso la pensione, svanisce nelle poche settimane in cui devi saperti difendere dal mobbing aziendale per ottenere la migliore buonuscita cui lavora il tuo avvocato. Quando ho appreso la resilienza, e sono finite prima l’euforia della libertà, poi la rabbia per l’espulsione e infine la depressione del “perché proprio io?”, mi sono detto: «Il mondo non ha più bisogno di giornalisti, perché tutti leggiucchiano ormai brevi news gratuite sul web. Devo farmene una ragione: sono come un postiglione di inizio Novecento: la sua carrozza non avrebbe mai più viaggiato perché era nata l’automobile; i suoi cavalli sarebbero andati al macello. Non è colpa mia, è l’Ineluttabile. È l’Impermanenza che ho capito come buddhista che ora si fa tegola sulla mia testa». Poi, mi sono chiesto: «Quale cosa che io so fare può ancora servire al mondo? Cosa potrebbero comprare da me gli altri?». La risposta è stata insegnare, e stare con le ragazzine, e i ragazzini, vicino alla loro stupenda e terribile energia.

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Vite di Mary Shelley

Duecento anni fa, nel 1818, fu pubblicato anonimo un romanzo sconvolgente: Frankenstein, o il moderno Prometeo, con una prefazione di Percy Bysshe Shelley. Era stato scritto in nove mesi e infine partorito da una donna coraggiosa, innamorata e addolorata, che nell’estate del 1816, priva di sole come mezzo pianeta per le immense emissioni di polveri e ceneri provocate dall’eruzione del vulcano Tampora in Polinesia, aveva cominciato ad abbozzarlo ospite di Lord Byron a Villa Diodati, sul Lago di Ginevra. Byron, tediato e sbiellato dalla continua oscurità e dai continui violenti temporali, drogato e sbronzo, lanciò agli amici ospiti una sfida a scrivere immediatamente un racconto di fantasmi. Lo presero in parola soltanto Mary Wollstonecraft Godwin e John Polidori, medico personale di Byron che in The Vampyre inventa il nucleo del potente Dracula di Bram Stoker.

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Mary e il mostro