genealogia del mio 25 aprile

La Fiat Grandi Motori nel 1943 occupava quasi 5.000 dipendenti in tre punti della Barriera di Milano: tra i corsi Vigevano e Vercelli e le vie Cuneo e Mondovì; tra via Cigna, corso Vigevano, via Gressoney e via Cervino; tra via Cecchi e la linea ferroviaria Torino-Ciriè-Lanzo. Il padre di mia madre, Angelo Agnese, detto “Angelito” perché era nato nella Boca a Buenos Aires ed era vissuto lì nella prima infanzia, era un operaio specializzato che viveva con la famiglia in via Cigna. Militante del Partito Comunista, era sfollato in Francia per evitare il reclutamento nella Repubblica fascista di Salò. Poi tornò in fabbrica e fu tra i comandanti delle SAP (“Squadre di Azione Patriottica”, operai della fabbrica armati, 200 uomini affiliati al CLN interno guidato da Antonio Banfo). I continui bombardamenti inglesi stavano radendo al suolo la fabbrica, e il 18 aprile cominciarono lo sciopero generale e gli scontri armati.
Io oggi insegno in due scuole medie della Barriera di Milano, e voglio ricordare questo 25 aprile 2019 mio nonno, il compagno “Lito”, così coraggioso e pieno di vita, socievole, generoso e affettuoso, marito e padre di famiglia rispettoso di moglie e figli, canottiere e corista; e il suo comandante valdese e comunista Banfo, ucciso dai fascisti nei giorni in cui lui e tanti altri riconquistarono la nostra libertà.
http://www.anpi.it/donne-e-uomini/853/antonio-banfo

Questa pistola giocattolo in legno e latta e chiodi – che riproduceva una Mauser 1934 tedesca – se la costruì mio padre Antonio Martino quando a Colletto, Castelmagno, Valle Grana, Cuneo era un ragazzino di 13 anni durante la Resistenza; vedeva passare ogni tanto i partigiani di Giustizia e Libertà della Brigata Pradleves e vedeva passare anche i rastrellamenti dei fascisti dopo i loro attentati. Il fascismo arrivò con il consenso del Re d’Italia Vittorio Emanuele III dal 1922; le leggi razziali dal 1938, la guerra dal 1940 e i nazisti in casa dal 1943 ce li portarono il fascismo e il Re d’Italia. Quindi Democrazia e Repubblica le difenderemo ancora con ogni mezzo. ORA E SEMPRE.
Ricordo con gratitudine uno dei partigiani morti vicino alla casa dove nacque mio padre, e tutti i partigiani morti per riconquistare la nostra libertà: http://www.anpi.it/donne-e-uomini/791/tommaso-renaudo