Depressione capitalista

I genitori si lasciano derubare della loro influenza sui loro figli, sin dai primi anni di vita trasformati in consumatori insoddisfatti di cibi, abiti, giochi, app che hanno il loro prezzo; i genitori abdicano, sfiniti o incompetenti a un orientamento educativo perché loro stessi hanno un orizzonte valoriale sempre più nebuloso e impalpabile, mentre agli insegnanti si chiede a muso duro di fare tutto ciò che non fa più nessuno: educare, disciplinare, reprimere, invogliare, felicitare, non infelicitare, comprendere, indulgere e insieme allertare sulle conseguenze delle proprie azioni.

Dopo la visione catastrofica di Realismo capitalista, che lascia con un groppo in gola tremendo perché è tutto vero, The weird and the eerie ci restituisce il miglior Mark Fisher: il critico che ama profondamente le opere che indaga e svela, in particolare il sensibilissimo, intelligentissimo critico musicale, lui che proprio nella immaterialità delle nuove musiche aveva avvertito gli stupori più rivitalizzanti, in particolare di fronte allo sbocciare del suono jungle a Londra, del dubstep, di sonorità e quindi mondi sensoriali mai uditi prima e sicuramente strani, e affascinanti come un oppio leggero che per qualche minuto o ora ti permette di mettere in sordina il tuo disperato raziocinio.

l’articolo completo su doppiozero.com

androidi troppo umani

In un futuro prossimo, una potente società americana, la Delos, ha creato in una imprecisata, grande isola tropicale tre grandi parchi di divertimento: le tre Disneyland sono dislocate su aree vaste ma attigue: ci sono WestWorld, che propone ai visitatori il brivido del far West senza legge e senza morale, un secondo parco a tema “epoca dello Shogun e dei samurai” in un Giappone barbarico, un terzo nell’India coloniale britannica. Il soggetto non è particolarmente originale, poiché la saga di Jurassic Park poneva analoghi dilemmi di fondo: l’uomo può, con la sua evoluzione nelle scienze biotecnologiche, peccare di hybris contro la Natura? O ne pagherà il fio? I neo-dinosauri di Jurassic Park non erano però robot perfetti con cervelli bionici e programmati, ma neonati completamente biologici in cattività poco efficace per gli intelligenti e possenti T-Rex e Velociraptor; nella piramide biologica a metà film scavalcano gli umani sbranandosene un tot, sino a che il coraggio e l’astuzia di qualche umano non riescono a organizzare la solita fuga insanguinata dall’isola caraibica. Dietro Jurassic Park e WestWorld c’è lo stesso scrittore: Michael Crichton.

l’articolo completo su doppiozero

se chanto

de vant de ma fenestro ia un auzeloun
touto la nuech chanto, chanto sa chansoun
se chanto que chante, chanto pa per iou
chanto per ma mio, qu’es luenh de iou
quelos mountanhos que tan aoutos soun
m’empachoun de veire mes amour ount soun
baisa’- vous mountanhos, planos levà-vous
perquè posquè veire mes amour ount soun

davanti alla mia finestra c’è un uccellino
tutta la notte canta , canta la sua canzone
se canta, che canti , non canta per me
canta per la mia amica  che è lontana da me
quelle montagne che son tanto alte
m’impediscono di vedere dove sono i miei amori
abbassatevi montagne, alzatevi pianure
perché io possa vedere dove sono i miei amori

Sergio Berardo e i Lou Dalfin al 18° concerto di Ferragosto al Santuario di San Magno (15 agosto 2018)

Learning is the prize

STUDENT Yeah, so what’s the prize we’re gonna get for learning this poem?

LOUANNE Learning is the prize. Yeah. Knowing how to read something and understand it is the prize. Okay? Knowing how to think is the prize.

STUDENT I know how to think right now.

LOUANNE Okay. Well, yeah, well, you know how to run too. But not the way you could run if you trained. You know, the mind is like a muscle. Okay? And if you want it to be really powerful, you got to work it out. Okay? Each new fact gives you another choice. Each new idea builds another muscle, okay? And it’s those muscles that are gonna make you really strong. Those are your weapons, and in this unsafe world I want to arm you. And that’s what these poems are supposed to do? Yeah.

 

Dangerous Minds (1995), regia di John N. Smith, dal libro autobiografico di LouAnne Johnson, con Michelle Pfeiffer

51yBrNMHx1L._SX316_BO1,204,203,200_.jpg

 

senza sensi

quando non avrò più gli occhi
non avrò più voglia di parlare
me ne starò sdraiato ad ascoltare
la pioggia sopra il tetto
il vento che soffia sulla faccia
il suono degli anelli di Saturno

quando non avrò più il naso
respirerò a fatica dalla bocca
e ogni volta con la lingua nella bocca
ti bacerò sino a poco prima di morire

quando non sentirò più nulla
accarezzerò per ore la tua pelle
su e giù su e giù le cosce le ginocchia
le dita le tue labbra
ma non vedrò mai più la luce
dei tuoi occhi teneri e brillanti

quando non avrò più mani
sentirò il Buddha parlarmi nella mente
berrò acqua fresca da una fontanella
vibrerò con la mia pancia sulla terra

e se non sentirò alcun gusto infine
mi lascerò cadere da una navicella
galleggiando nel vuoto eternamente
fino a che i miei atomi vagando
saranno il seme della vita su un pianeta buio

© Daniele Martino 2018 | proprietà letteraria riservata