se chanto, que chante

Se chanto, que chante
chanto pas per ieu
chanto per ma mia
qu’es al luènh de ieu
Davanti alla mia finestra
c’è un usignuolo
tutta la notte canta,
canta la sua canzoneSe canta, che canti
non canta per me
canta per la mia amica
che è lontana da meQuelle montagne
che tanto alte sono
mi impediscono di vedere
dove sono i miei amori

Alte, ben son alte,
ma si abbasseranno
e i miei amori
verso me torneranno

Abbassatevi montagne,
alzatevi pianure
affinché io possa vedere
dove sono i miei amori

Sergio Berardo e i Lou Dalfin al 18° concerto di Ferragosto al Santuario di San Magno, Occitania

Diritti universali in classe

Il 10 dicembre del 1948 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. Settanta anni fa. Dopo la Costituzione degli Stati Uniti d’America del 15 settembre 1787 e la Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino proclamata in Francia nel 1793, la Dichiarazione Onu è il documento più alto che noi possiamo leggere per renderci conto di cosa potrebbe essere l’uomo se aderisse alle sue potenzialità producendosi in buone pratiche e etiche azioni. Se effettivamente gli alieni non fossero ancora tra noi, sarebbe bello che la loro prima astronave sbarcasse sul Pianeta Terra governato globalmente dalla realizzazione di questi trenta articoli, così semplici e così pieni di buon senso.

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ridere in classe

Quindi, quello che fa ridere un ragazzino quasi mai fa ridere un prof. Li trovo stupidini e scemini, ma non posso dirlo se no sono anti-pedagogico eccetera. Ma quando sono lì, tutto socratico che cerco di condividere con loro (non si dice più “fare lezione”, loro dicono “il prof ci spiega”) il tema dei Paesi ricchi e di quelli poveri nel mondo, quando cerco di attirare la loro attenzione spiegando che colonialismo imperialismo e guerre non sono che la versione statale della prevaricazione o del bullismo che loro quotidianamente possono agire o subire come individui, e ne vedo 2-4-6 che tra di loro ridono per Dio-sa-solo-cosa, a me non vien da ridere e devo cercare di non arrabbiarmi. Mi sento offeso! Sì, certo!

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