I won spirit, and through spirit, peace.
There is no marriage in heaven,
but there is love.

Edgar Lee Masters, Spoon River Anthology (1915)

traduzione di Fernanda Pivano (1943)

il vento caldo raffica
sposta panni nuvole larici
mi strappa le radici
e volo sopra monti e mare
tra le tue braccia, piccola lunatica
chiara fresca e dolce
come la cascata nella polla
del ruscello Arbouno
sgorgato dalle viscere del Tibert
erta di fallo (errore)
rituffata nella tua finzione coniugale

© Daniele Martino 2017 | proprietà letteraria riservata

Come sto pensando in questo periodo dell’educazione, anche per l’erotismo sento che è più che sufficiente tornare alla Grecia classica, per spiegarci la spettacolare complessità della vita: a Socrate e a Epicuro, a Eraclito e a contatto di affetto anche corporale, disinibito e mai abusivo tra maestro e paidos, per indirizzarci in ogni modo possibile verso la consapevolezza e non verso la tragedia orchestrata da cannibalismi.

Grecia antica come bilanciere tra Oriente e Occidente, nella bellezza del corpo nudo, dello sport, della grazia, della cultura, del rito. Alessandro Magno è arrivato fino all’Indo, ha sposato la splendida Rossana più o meno iraniana, per ragioni dinastiche essendo omosessuale, e ha contaminato Grecia e India, producendo le più fertili possibilità di sapienza e di amore.

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