Un soir, tard, Kathe pria Jim d’aller lui chercher un livre à l’auberge. Quand il revint la maison dormait. Kathe l’accueillit dans la grande salle à manger rustique, sentant bon le bois ciré.

Elle était vêtue d’un pyjama blanc et avait poudré sa figure lisse. Il l’avait espérée toute la journée.

Elle fut dans ses bras, sur ses genoux, avec une voix profonde. Ce fut leur premier baiser, qui dura le reste de la nuit. Ils ne parlaient pas, ils s’approchaient. Elle se révélait à lui dans toute sa splendeur. Vers l’aurore ils s’atteignirent. Elle avait une expression de jubilation et de curiosité incroyables. Ce contact parfait, le sourire archaïque accru, tout enracinait Jim. Il se releva enchaîné. Les autres femmes n’existaient plus pour lui.

Henri Pierre Roché, Jules et Jim (1953)

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Sesso e morte – diceva il Marquis de Sade –, sono poli di uno stesso estremo, e come in ogni horror anche in Night of the Living Dead scorre sottile una blanda vena erotica: la brava girl che correndo perde le scarpine come Cenerentola inseguita dalla mezzanotte e resta con collant smagliati; Ben il bell’uomo nero che si china ai suoi piedi feriti nel bunker di legno e li medica, la biondina isterica che urla nella crisi di terrore e il forte uomo afro che la stringe con forza e la placa… Il cannibalismo, anche quello dello zombie, ha una forte traccia ancestrale, perché affondare i denti in una carne viva (il titolo della sceneggiatura originale di Romero era Night of the flesh eaters) ha un suo che molto sessuale; non ci mordicchiamo e graffiamo all’apice di un amplesso che ci fa perdere il controllo? Non “assaltiamo” il corpo del nostro partner avidi di vita e della sua energia?

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Fantozzi è l’apoteosi dell’impotenza. Il passo che ho citato prima dimostra che il personaggio non era affatto inconsapevole. Era impotente. Ignorante di ritorno, ingrassato, con un erotismo disfatto in bava agognante e sbeffeggiata. Gli stronzi c’erano e ci sono, e nelle dinamiche del lavoro li incontri ovunque, anche – che so – in case editrici e giornali: bisogna compiacere il capo e leccare il culo alla moglie e alla figlia.
Quando me ne sono andato di casa a vent’anni non sono mai più entrato all’Azienda Elettrica Municipale, e mio padre andando in pensione è sbocciato riscoprendo le sue radici di montanaro con una sua socievolezza cordiale e tante amicizie e interessi.
Il rag. Ugo Fantozzi invece è rimasto intrappolato per sempre, oltre la morte del suo autore Paolo Villaggio, dato per morto tante volte, cinico e beffardo anche sulla morte, e ora – pare – veramente morto.

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