la Disparizione della Donna

il silenzio che circonda
noi che siamo soli
la domenica è più incommensurabile
dilaga oltre quartiere oltre città
arriva in verticale dentro ai sogni della notte
dove prendo in braccio e siedo sopra il tavolo
il bambino con lo zigomo scurito per il colpo
e lo abbraccio a lungo singhiozzando
che alla fine è lui che mi consola
mentre lo provavo a consolare

abbiamo preso il colpo siamo gonfi
secchi
dopo settimane in cui
abbiamo fatto i duri lui giocando
ed io riconvertendo in rabbia l’abbandono

la canzone che il cantante canta
racconta del suo girovagare senza meta
sbattendo dentro i posti di un amore
finito per disparizione della donna:
la sento e la risento fino a che
in questa bella privacy dei single tutti Me
senza figli mogli padri amanti intorno
posso singhiozzare in santa pace
ammetto che spaccato è il carapace

e quando smetto tutto
lo sento molto bene il fiume
sotto
l’unico rumore
respiro
socchiudo gli occhi asciutti
mi do tempo
molle
umido
pulito

© Daniele Martino 2020 | proprietà letteraria riservata

alcune piccole donne crescono

Una mattina Azeeza arriva e mi dice che si è presa in prestito in biblioteca Piccole donne, e se lo sta leggendo! Questi sono momenti davvero pazzeschi, per un prof di Barriera: come è stato possibile questo miracolo? Come mai una ragazza che urla come al banchetto di un mercato tutto il giorno per rintuzzare le villanie dementi dei compagni arriva spontaneamente a Louisa May Alcott? Così, poiché nel 2018 furono i 150 anni dalla pubblicazione del capolavoro molto autobiografico della Alcott, e poiché un po’ in ritardo sono partite ristampe dei libri di Alcott e produzioni televisive come quella BBC e cinematografiche come quella contemporaneissima di Greta Gerwig, ho invitato anche gli allievi della prima a leggersi durante le vacanze di Natale Piccole donne o La guerra dei mondi di H.G. Wells. I maschi sono arrivati ovviamente senza aver letto nulla, alcune ragazzine sono arrivate con Piccole donne già letto per metà! Ho atteso che arrivasse nelle sale il film di Gerwig. Ho scelto un primo pomeriggio di sabato e ho invitato privatamente i colleghi simpatici e le poche piccole donne che crescono in classe a trovarci insieme alla cassa, per vederlo vicini di posto.

https://www.doppiozero.com/materiali/4-alcune-piccole-donne-crescono

odissea nello stupro

Le serie televisive che si ispirano a un fatto storico o a un caso di cronaca sono le più difficili da scrivere e realizzare: penso alla polemica piuttosto manichea che si è scatenata recentemente su Chernobyl; i bias cognitivi ci spartiscono in modo netto tra coloro che non accettano che uno storytelling prenda strade originali sul sentiero della “verità”, e gli altri che invece apprezzano lo sforzo di attualizzazione e reinvenzione del plot che indirizzi a una riflessione etica o emotiva dell’accaduto: “se accadesse a me, oggi?”. Pensiamo a quei videogame che ci danno opzioni nello sviluppo della narrazione: giro a destra o a sinistra? Prendo questo jewel o quest’altro? Quest’arma o quest’altra? L’episodio unico degli autori di Black Mirror, Bandersnatch (2018) ha fatto il salto, concependo l’interattività delle svolte con la attitudine del programmatore del gioco; lì si arrivava addirittura a finali completamente diversi, che oltre il “divertimento” (letterale, di-vertire, cambiare strada) permettevano al giocatore-spettatore di farsi autore di catene causa/effetto alternative e sbalorditive.

https://www.doppiozero.com/materiali/unbelievable-odissea-nello-stupro

«strappa da te la vanità»

Quello che veramente ami non ti verrà strappato
quello che veramente ami è la tua eredità.
Il mondo a chi appartiene? A me, a loro o a nessuno?
Prima venne l’invisibile, quindi il palpabile elisio
sebbene forse nelle dimore d’inferno.
Quello che veramente ami è la tua vera eredità
la formica è un centauro nel suo mondo di draghi.
Strappa da te la vanità
non fu l’uomo che creò il coraggio
o l’ordine, o la grazia
strappa da te la vanità – ti dico, strappala
cerca nel verde mondo quale luogo possa essere il tuo
nel raggiungere l’invenzione o nella vera abilità dell’artefice.
Strappa da te la verità, Paquin, strappala!
Il casco verde ha vinto la tua eleganza
dòminati e gli altri ti sopporteranno.
Strappa da te la vanità
sei un cane bastonato sotto la grandine
un’ortica rigonfia in uno spasimo di sole
metà nero metà bianco né distingui un’ala da una coda
strappa da te la vanità.
Come sono meschini i tuoi rancori nutriti di falsità
strappa da te la vanità
avido di distruggere avaro di carità
strappa da te la vanità – ti dico, strappala.
Ma avere fatto in luogo di non avere fatto
questa non è vanità
avere con discrezione bussato
perché un Blunt aprisse
aver raccolto dal vento una tradizione viva
o da un occhio bello antico la fiamma inviolata
questa non è vanità.
Qui l’errore è in ciò che non si è fatto, nella diffidenza che fece esitare.

Ezra Pound, Canti pisani LXXXI

traduzione mia

https://www.raicultura.it/letteratura/articoli/2018/12/Pasolini-ed-Ezra-Pound-un-incontro-di-poesia-e-di-amicizia-f1a51298-ef2f-4a75-b249-805559b37059.html?fbclid=IwAR1xctUnvlh54RVoJw4X8PFBOGbhe20zOWfvUZJOQ2UtqV16Co8jmmyRjM0