selfish selfie

quando perdo il senso dell’orientamento
risalgo la genetica delle parole
vacanza è sentire il vuoto in una stanza
ascoltare il battito del tempo
alzarmi la mattina quando il mio cervello vuole
pulire bene lo scarico dell’acqua sul balcone
finire il libro che avevo cominciato
e mai finito per obbedire al ritmo del lavoro
scrivere a mano sul quaderno sul bancone
riprendere a sentire il corpo un po’ ingrossato
assottigliarlo con una disciplina con decoro

e penso che mi impegnerò di più
quando torneranno i figli e lei
perché ora piccoli e lontani in chat e selfie
li percepisco nitidi protetti dai momenti bui
in cui son aspro se mi sento giù

sì domani quasi quasi apro un altro libro
quello che barcolla sulla torre delle mie intenzioni
nel silenzio nel fresco mentre il mondo cuoce

© Daniele Martino 2019 | proprietà letteraria riservata