Chi è “io”?

Cos’è la mia identità? Chi è “io”? è così importante lavorarci come statue di creta con i nostri narcisistici pollici e poi cuocerci per rimanere infrangibili e autentici? Perché vogliamo far sapere su che panchina sediamo e quale libro stiamo leggendo indignandoci poi se ci arriva una pubblicità di quella casa editrice o del ristorante su cui si affaccia la panchina? Il tema mi pare questo: sia dal punto di vista buddhista, sia dal punto di vista facebookista le nostre identità non sono così importanti, anzi, mi pare necessario che tutto ciò che si determina nel cosmo degli atomi digitali sia da noi percepito come del tutto impermanente e smaterializzato.

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