il mondo salvato dai ragazzini

Perché quindi Stranger Things può tenerci in apnea per 17 ore? Questa vicenda che parte nel 1983, interpretata da sei prodigiosi teen-actors, come ogni narrazione di fantascienza ci costringe alla domanda fondamentale: chi è l’Uomo, cosa ci definisce Umani? E cosa è, come è l’Alieno? Per tutta la prima serie ero convinto che l’attacco al pianeta fosse ordito da un invasore alieno, che indifferente alle nostre sempre ridicole armi terrestri può essere sconfitto solo da ciò che non pratichiamo con molta convinzione: la collaborazione tra popoli e governi terrestri (vedi il tema nel recente concettuale Arrival di Denis Villeneuve, tratto dal racconto Storie della tua vita di Ted Chiang), l’abbandono alla percezione sensoriale estesa, alla possibilità di concepire un modo di comunicare o percepire il tempo più profondo e vasto del nostro (ancora Arrival), infine, l’amicizia, la lealtà, il non mentire, la verità di amore tra ragazzini, adulti, materno o paterno che nulla ha a che fare con il carcere ipocrita della famiglia.

http://www.doppiozero.com/materiali/stranger-things-nei-favolosi-anni-ottanta