il dojo e la marmotta (un sogno)

Passo a salutare un mio giovane amico shiatsuka con cui vorrei recuperare il feeling smarrito: lui è vestito di bianco, è accogliente, e mi mostra il suo dojo (zen); mi invita a stare con lui lì 10 ore al giorno per farne un ashram, un monastero urbano; sono molto combattuto, mi spiace lasciare i lavori che faccio, i figli, i momenti di amore… Mi mostra una nuova pratica di attenzione: un panetto di argilla (o è pasta per pane?) una pallina molto dura che occorre manipolare con i pollici e le mani con forza e pazienza sino a stenderla e ammorbidirla in un panetto soffice da avvolgere in un panno bianco. Arrivano altri praticanti per la sesshin. Mi sdraio per dormire all’aperto, non fa freddo anche se siamo in alta montagna, è un prato vicino a un ruscello. Arriva saltellando una moffetta-marmotta molto irrequieta, si tuffa in mezzo a noi per stare con noi! Non dobbiamo muoverci per non spaventarla e scatenare la sua paura. Immobili, ci godiamo il caldo morbidissimo della sua pelliccia; freme tutta, nel sonno. Fa tenerezza…

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