«Lasciar circolare il desiderio»

«Sì. L’innamorato si sente dominato, imprigionato, sequestrato dall’oggetto amato. Ma, in realtà colui che ama esercita anche lui un potere tirannico su colui che è amato. Non è divertente essere amato da qualcuno che è innamorato… Suppongo che non sia divertente.

Dunque niente amore senza scontro, senza rapporto di forze, lotte, vittorie, sconfitte?
L’innamorato lotta per non essere assoggettato. Ma fallisce. Constata con umiliazione, e talvolta con delizia, di essere interamente assoggettato all’immagine dell’amata. E d’altra parte, nei momenti buoni, soffre molto per non assoggettare l’altro; cerca di non farlo.

È quello che lei chiama il “non voler sequestrare”. È la soluzione?
Sì. La soluzione ideale è di porsi in uno stato di non voler sequestrare. È una nozione ripresa dai filosofi orientali. “Non sequestrare” l’oggetto amato, e lasciar circolare il desiderio. Nello stesso tempo non “sublimare”: dominare il desiderio per non dominare l’altro.

È quindi, se non un programma, almeno una proposta?
Sì è una proposta. Forse un’utopia…

Verso un nuovo mondo amoroso…
Sì, è così.

L’innamorato pensa in termini di coppia?
Penso che la coppia sia sempre all’orizzonte. La scelta del libro era quella di un soggetto innamorato che non è amato. Ma certo pensa continuamente a esserlo, quindi a formare una coppia. Direi anzi che ha solo questo desiderio.

Philippe Roger intervista Roland Barthes (“Playboy”, settembre 1977)

Roland Barthes intervistato da Bernard Pivot