«Altrove, c’è l’altrove. Io non mi occupo dell’altrove»

JEP GAMBARDELLA: Finisce sempre così. Con la morte. Prima, però, c’è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L’emozione e la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore disgraziato e l’uomo miserabile. Tutto sepolto dalla coperta dell’imbarazzo dello stare al mondo. Bla. Bla. Bla. Bla. Altrove, c’è l’altrove. Io non mi occupo dell’altrove. Dunque, che questo romanzo abbia inizio. In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un trucco.

La grande bellezza, sceneggiatura di Paolo Sorrentino e Umberto Contarello

 

Mi sdraio sul letto e spengo la luce:
il mio amato oggi arriverà.
I treni arrivano due volte al giorno
sì arrivano di notte
li sento tintinnare: glin, glin, glon!
Sì, è vicino.
La notte ha molte ore
ognuna più triste della prossima
solo una è felice: quando il mio amato arriva.
Qualcuno arriva…
qualcuno bussa…
qualcuno chiama il mio nome…
corro fuori a piedi nudi…
Sì, lui è venuto!

David Lang, I lie 
originale testo in yiddish di Joseph Rolnick
(dalla colonna sonora della Grande bellezza, traduzione dall’inglese mia)