scarnificare il linguaggio

Il 30 marzo 2016 Gianmaria Testa ha dovuto andare, a 57 anni, per un tumore di cui aveva voluto parlare, perché diceva che non bisogna avere paura, bisogna nominarlo. Lui amava scarnificare il linguaggio, come il suo amato Ungaretti, non amava che la gente urlasse ai suoi concerti, perché lui non si definiva «un urlatore». Raccontava sommesso a chi non se li sapeva raccontare amori, solitudini, dolcezze, malinconie. Con senso dell’umorismo e modestia piemontesi sotto i baffoni da osteria. Volava basso, tranquillo, in un tempo di isterie magniloquenti, nella ridda degli ego.

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