la vita interiore di David Bowie

Le aveva provate tutte anche lui: arte, droga, sesso, matrimonio, figli, e alla fine degli anni il buddhismo tibetano, con quattro settimane in un monastero in Scozia. Dieci anni fa il buddhismo era ancora in lui, in qualche parte del cosmo e dei suoi volti mutanti; come dichiarò a Mick Brown del “Daily Telegraph” gli  restava dentro «l’idea dell’impermanenza e che non c’è niente cui aggrapparsi, che a un certo punto dobbiamo lasciare andare ciò che consideriamo a noi più caro, perché la vita è molto breve. La lezione che ho probabilmente imparato più di qualsiasi altra è che la mia soddisfazione viene da questo tipo di ricerca spirituale. E questo non significa che voglio trovare una religione cui aggrapparmi, significa cercare di trovare la vita interiore delle cose che mi interessano».

Daniele Martino, David Bowie è risorto su una stella nera, in “doppiozero”, 11 gennaio 2016

Look up here, I’m in heaven
I’ve got scars that can’t be seen
I’ve got drama, can’t be stolen
everybody knows me now

This way or no way
you know, I’ll be free
just like that bluebird