Boulez e Zappa, perfetti estranei

Testimoniando quanto una grande mente e un grande potere possano al fine generare una grande libertà eccentrica, sulla sua tomba lasceremo una lapide che ricorda quel giorno in cui Pierre Boulez chiamò Frank Zappa e gli commissionò The Perfect Stranger, dirigendo l’Ensemble InterContemporain e Zappa al synclavier. Quel disco in vinile del 1984 riunisce due “perfetti estranei” che si capirono perfettamente: «Zappa – ha detto Boulez nel 2010, 85nne – si è distinto nel rock perché ha rifiutato di lasciarsi incasellare dal rock, e ha evitato la logica commerciale. Provocatorio, politico a modo suo, odiava il mercato, con cui la musica rock si era compromessa.

Daniele Martino, Boulez dittatore di linguaggi, in “doppiozero”, 9 gennaio 2016

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Frank Zappa e Pierre Boulez nel 1984