gli omini muti

La telecamerina che plana come un dolly, o un drone, attraverso la fila di sguardi deformi e attoniti. Qualche omino si tiene per mano, qualcuno ha il braccio sulla spalla di un compagno. Muti, muti, muti. Nessuno dice una parola. Le uniche parole sono quel neon nella notte: Arbeit mach frei. Sì, c’è il coro degli ufficiali nazisti sbronzi nella loro baracca. Oppure c’è la musica dell’orchestrina di internati, che intona la beffarda Radetzky March in un progressivo distorcersi allucinato. L’audio è agghiacciante, orrendo, amplificato: la pietra che scorre a chiudere lo scolo delle ceneri nel crematorio; le carriole che cigolano; i sacchi caricati sui carri, le pale che raschiano la terra ghiacciata per togliere la neve…

http://www.doppiozero.com/rubriche/218/201511/se-questo-e-un-omino

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