corpi-memoria

mi aspetti nuda aperta giù
gli occhi e la bocca me li prendi
e la tua carne morbida lo so lo so
è nata e si è plasmata per portarci a questo
a me che ora la riempio riempio
e mentre ti accarezzo dentro tra le labbra
vibri di impulsi di elettrico cristallo
che le mie dita innescano di scosse
poi tocca a te sbranarmi in poche mosse
con un tuo dionisiaco gesto
implacabile e lento

l’opera d’arte che agiamo intimamente
l’abbiamo concepita non l’abbiamo custodita
chissà se resta dentro i nostri sensi
chissà se loro hanno più solida memoria
e sanno restituirci l’estasi a comando
nelle notti in cui noi siamo sparsi senza storia
soli in corpi che da soli si smembrano dormendo

© Daniele Martino 2015 – proprietà letteraria riservata