cosa cambia

quando esco dalla doccia devo stare attento
che non sfugga mai una goccia dallo stesso corpo
che fino a poco prima lei spremeva
ma qualche traccia poi lei sempre la trova
sulle mattonelle blu e carponi se l’asciuga forsennata
sbraitando con quell’uomo detestato dopo il letto
passato dall’accappatoio a un casto accoppatoio

poi prepara con imbavagliato sforzo
una colazione stitica e un po’ triste
mi snutella per togliermi dai piedi

anche le cene sono stitiche e stentate
un dovere prima di tornare a letto
e nel suo bagno, poi, e con gli scazzi, poi
e poi tirare un bel sospiro di sollievo
dal loop dei tic e delle insofferenze
tra giorni di lavoro e figli e cazzi nostri

nel tempo ci si accoppia ci si accoppa:
lei ha un altro nome, un altro corpo e un’altra età
la mattonella può virare in bianco, o verde
la marmellata è trasformata in miele
i biscotti sono rettangolari e non rotondi
nel letto autoreggenti o bianche o nere
o «io queste stronzate non le faccio»
diversi repertori per cercare godimenti
verdure svaporate risi scotti o insalatine

«io sono fatta come sono fatta!»
e «mi hai stancato, veramente
e basta! non ti va mai bene niente!»
(mi sa che cambia niente in ogni “amore”:
oh, quando si iniziava
e poi si trascinava
ma poi sfiniva, sì, finiva via)

© Daniele Martino 2015 – proprietà letteraria riservata