salma all’alba

prendo l’alba sopra un treno
dopo che ieri ti ho abbracciata senza freno
poco dignitoso lagnoso bisognoso
nel terrore di doverti poi lasciare
un’altra volta nella disciplina dell’indipendenza

scusa ma non riesco a stare senza
neanche nella molle pacchia del far nulla
e appiccicato il mio corpo si trastulla
con il tuo marmoreo giacere sopra il letto
bella eterna come Ilaria del Carretto

va bene, ora mi levo dalla tomba
mi metto in viaggio per il fottuto fare
che anche questa volta non mi pare
piú sensato di questo sdilinquito accarezzare
le tue labbra le tue mani di salma con cui volevo stare

© Daniele Martino 2015 – proprietà letteraria riservata
Jacopo della Quercia, monumento funebre di Ilaria del Carretto (1406-1408)