«l’oscurità sarà come la luce del mattino»

«Ma l’insensato diventerà savio, quando un puledro d’onàgro diventerà uomo.
Tu, però, se ben disponi il cuore, e protendi verso Dio le palme,
se allontani il male ch’è nelle tue mani, e non alberghi l’iniquità nelle tue tende,
allora alzerai la fronte senza macchia, sarai incrollabile, e non avrai paura di nulla;
dimenticherai i tuoi affanni; te ne ricorderai come d’acqua passata;
la tua vita sorgerà più fulgida del meriggio, l’oscurità sarà come la luce del mattino.
Sarai fiducioso perché avrai speranza; ti guarderai bene attorno e ti coricherai sicuro.
Ti metterai a giacere e niuno ti spaventerà; e molti cercheranno il tuo favore.
Ma gli occhi degli empi verranno meno; non vi sarà più rifugio per loro, e non avranno altra speranza che di esalar l’anima».
Giobbe 11, 12-20

Antonio de Pereda (1611 – 1678), Giobbe
Antonio de Pereda (1611 – 1678), Giobbe