«Scompare il proprio io e passa in lui»

L’amore, sebbene sia detto un sentimento capriccioso, di cui non ci si rende conto e che nasce come una malattia, ha tuttavia le sue leggi e le sue cause. E se finora queste leggi sono state poco studiate, è perché la persona colpita dall’amore ha altro da fare che seguire con un occhio di scienziato come l’impressione penetra nella sua anima, come v’incatena, quasi con il sonno, i sentimenti, come da principio gli occhi sono acciecati e da quel momento il polso, e con esso il cuore, cominciano a battere più forte, e come all’improvviso sorge la devozione fino alla tomba e l’aspirazione a sacrificar se stessi e a poco a poco scompare il proprio io e passa in lui o acuisce, come la volontà si ottunde straordinariamente o straordinariamente si acuisce, come la volontà si arrende alla volontà altrui, e la testa e i ginocchi tremano, e fanno la loro comparsa le lacrime, la febbre…

Ivan Gončarov, Oblomov (1859) Paolo Bonacelli legge la traduzione di Paolo Nori http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-f06da895-233b-402e-8671-a63327609c39.html Nikita Mikhalkov, Oblomov (1980)

2865227008_c821dbecb0_o