«C’è sempre, da qualche parte, questo accenno di aberrante carnalità»

Sembra proprio che, giunto a metà della mia vita, io non abbia fatto nessun progresso, a meno che non sia da considerarsi un progresso la rassegnazione. C’è il momento erotico del risveglio, che è come nascere. C’è la luce o la pioggia, un simbolo immediato grazie al quale si ritorna al mondo visibile, forse al mondo adulto. C’è l’euforia, la sensazione che la vita non sia niente di più di ciò che appare, luce e acqua e alberi e persone piacevoli che rischiano di andare in mille pezzi per colpa di un collo, di una mano, di un’oscenità scritta sulla porta del gabinetto. C’è sempre, da qualche parte, questo accenno di aberrante carnalità (…) Non riuscirei mai a lavarmi via di dosso l’oscenità.

John Cheever, Diari

http://www.internazionale.it/opinione/giuseppe-rizzo/2015/02/21/john-cheever-lettere

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John Cheever, Hudson Valley, Stati Uniti, nel 1974. foto Jerry Bauer, Opale/Luzphoto