Non diciamo forse, di una pelle bellissima, che è “levigata come il marmo”?

Non diciamo forse, di una pelle bellissima, che è “levigata come il marmo”? E cosa rende levigato il marmo, che dalla cava esce pietra grezza pesante tonnellate? Il lavorio incessante della bottega di un artigiano, o di uno scultore, sino a che l’arte sboccia dal gesto disciplinato, continuo, incessante, puro di un Michelangelo o un Canova.

Tanizaki propone infine la pacatezza, il frutto giapponese dell’ego domato: «Per quanto il mondo circostante possa essere terreno di violente contrapposizioni, noi sappiamo serbare nel cuore un tempo di serenità».

Daniele Martino, l’assoluta disciplina della perfezione, in “pagina99we” del 24 maggio 2014

recensendo: Tanizaki Jun’ichiro, Sulla maestria; a cura di Gala Maria Follaco. Milano, Adelphi 2014

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