sobrietà e lungimiranza del padre

Depressione e malinconia sono due zone psichiche contigue che spesso si sovrappongono e si mescolano. La prima, però, si arresta a categoria patologica. Le manca il potenziale che in ogni epoca ha abitato la malinconia portandola – quando tesa in progetti gettati lontano – anche a creazioni poetiche o musicali.

A questo punto, l’intervento guaritore mancante consisterebbe proprio in quelle sobrietà e lungimiranza che il versante non cruento della tradizione occidentale assegnava ai padri.

Luigi Zoja, Ritorno dei padri?

http://www.doppiozero.com/materiali/commenti/ritorno-dei-padri

 

 

Questo nuovo padre non ha più a che fare con truppe di figli intimoriti dalla sua potenza titanica, né con figli ribelli che contestano la sua azione repressiva. Non si era mai vista prima una cosa del genere, commenta un amico di Serra preparandosi alla vendemmia in una bella mattina d’autunno mentre osserva i ragazzi che preferiscono trascorrere la mattina nei loro letti anziché unirsi ai “vecchi”. «Non si era mai visto prima che i vecchi lavorano mentre i giovani dormono». Una mutazione antropologica, come direbbe Pasolini, sembra aver investito i nostri figli. Michele Serra la sintetizza come passaggio dalla posizione eretta a quella orizzontale: eccoli, gli sdraiati, avvolti nelle loro felpe e circondati dai loro oggetti tecnologici come fossero prolungamenti post-umani del corpo e del pensiero. Eccoli i figli di oggi, quelli che preferiscono la televisione allo spettacolo della natura, che non amano le bandiere dell’Ideale, ma che vivono anarchicamente nel loro godimento autistico, eccoli in un mondo dove «tutto rimane acceso, niente spento, tutto aperto, niente chiuso, tutto iniziato, niente concluso». Eccoli i consumisti perfetti, «il sogno di ogni gerarca o funzionario della presente dittatura, che per tenere in piedi le sue mura deliranti ha bisogno che ognuno bruci più di quanto lo scalda, mangi più di quanto lo nutre, l’illumini più di quanto può vedere, fumi più di quanto può fumare, compri più di quanto lo soddisfa».

Massimo Recalcati su “la Repubblica”, scrivendo di Gli sdraiati di Michele Serra (Feltrinelli)

http://www.repubblica.it/cultura/2013/11/06/news/michele_serra_gli_sdraiati-70319828/