Cocteau tra Satie e Glass

Teatro Miela di Trieste, giovedì 2 maggio 2013, ore 19 nell’ambito di “Satie Empatie –  omaggio per il compleanno di Erik Satie”: “Je traque l’inconnu”. Cocteau tra Satie e Glass, conferenza di Daniele Martino, condirettore del “giornale della musica” 

Voglio raccontarvi soprattutto di una trilogia d’opera di Philip Glass, quella su testi di Jean Cocteau. L’esperienza straordinaria della trilogia degli anni Settanta Einstein on the Beach | Satyagraha | Akhnaten, permise al Glass ormai autore di successo mondiale di provare più avanti, venti anni dopo, il desiderio di un altro ciclo, di un’altra trilogia, ancora una volta legata non a drammaturgie di tipo tradizionale, con personaggi, intrecci, dialoghi realistici, ma a rappresentazioni simboliche, poetiche, di un capitolo dell’esperienza umana universale. In Jean Cocteau egli negli anni Novanta trovò la più condensata e affascinante riflessione novecentesca sulla condizione del Poeta o comunque dell’Artista nel mondo contemporaneo.
Jean Cocteau, in giovinezza, fu partner di avanguardie di Erik Satie, nell’ambiente parigino del Groupe des Six con il pamphlet Le Coq et l’Arlequin, e in precisi progetti, Parade per i Ballets Russes e il film Entr’acte, di René Clair. Cocteau diceva che aveva avuto due maestri: un vecchio, Satie, e un giovane, Raymond Radiguet.
Glass non è stato esplicitamente devoto a Satie quanto lo è stato Cage. Tuttavia, qualcosa attraverso Cocteau lega i due nel segno della esoterica, orfica funzione rivelatrice e smascherante del poetico e del teatro musicale…

qui dal minuto 14′ una mia intervista con Luisa Antoni di Radio Capodistria: http://tvslo.si/predvajaj/sonoramente-classici/ava2.165448177/

http://www.miela.it/default.asp?pag=calendario&cat=14&mesi=6