«l’uomo, se ama, tutto vedendo e tutto illuminando, è un sole; se non ama, è un’oscura abitazione dove arde una misera minuscola lampada»

Noi, appresa certamente la lezione psicoanalitica, ma educati anche dalla temperie culturale antropologica e dalla critica al biologismo, diciamo che l’amore è sesso, è passione, ma che essenzialmente è sempre anche un’altra cosa: è la mutualità, è l’interesse, è il tra, è il prendersi-cura, è reciprocità, è coappartenenza, è dialogo kat exochn, è relazione, è intimità.

Qui l’esperienza professionale e di vita c’insegna che la differenza di età, anche notevole, può favorire e nutrire, non del tutto raramente, un incontro autentico d’amore. Alla base di queste peculiari pienezze duali di esistenza, tanto inattese quanto misteriose, possono cogliersi eloquenti dinamiche di schietto timbro psicoanalitico; ciò davvero non sorprende, specie nell’attuale recupero della imago patris. Ma nelle situazioni di tal tipo (a parte quelle, ben più numerose, legate ad intrappolamenti economici o sociali) ho potuto cogliere l’esplicitarsi di capacità maturative, a volte sorprendenti, con arricchimento vicendevole di dimensioni esistenziali e di progettualità creative.

II) Psicopatologia della coppia:

La relazione amorosa autentica è totalitaria, globale, immersa nella comunicazione, senza frontiera fra gesto e parola, fra sessuale e verbale. L’amore non è solo nascita di un clima di valorizzazione narcisistica reciproca, esso soddisfa anche il bisogno di scambio, che spinge l’essere umano a sfuggire alla sua solitudine (M. KLEIN). Ma gli scogli, gli ostacoli, i fallimenti sono numerosi:

2) Ed ecco qui profilarsi un secondo scoglio, l’assenza di affinità profonde. L’amore, più o meno lentamente, muore; tra i due non c’è più nulla da scambiare, salvo ancora una certa attrazione fisica. Il partner non è in grado di rispondere ad altre esigenze, più profonde. Il dialogo, appena iniziato, comincia a mostrare delle crepe. Gli interlocutori, incapaci di creare nuove affinità, si sentono ingannati, l’uno dall’altro. In realtà al posto del dialogo c’è stato sempre, fin dall’inizio, soltanto un doppio monologo, una vera collusione nevrotica di coppia (Jurg WILLI, 1991).

Ricordo qui, appena nominandola, la grande varietà psicopatologica delle tendenze egoistiche, dagli eccessi di smania egoistica alla mancanza totale di egoismo, dall’egocentrismo al livello elevato delle pretese, dal bisogno imperativo di sentirsi al centro dell’attenzione, al tutto e subito perentorio e pressante.

Ecco qui delinearsi le ricche tipologie dell’isterico (sempre captativo e pressoché incapace di oblatività, generatore di impotenze e di tante frigidità), dell’ansioso, del fobico (erotofobico, con le note condotte, spesso razionalizzate, di evitamento, di fuga, di chiusura, di condanna); ed ecco sfilare le sequenze dell’impulsivo, dell’esplosivo, del freddo d’animo, dell’ipocondriaco, dell’insicuro, dell’instabile (l’instabilità, è alla base del dongiovannismo), del fiacco, del suggestionabile, del sognatore inconcludente (acchiappanuvole di Teofrasto), dell’ossessivo (nel quale l’atto sessuale è spesso vissuto come mera coazione a ripetere, come cerimoniale freddo o ansioso, sempre oggettivante il partner).

Ma è nella psicosi melancolica e in quella maniacale che si può toccar con mano tutta la gravita del disturbo psicopatologico dell’amore. Nella melancolia è caratteristico il vissuto tormentoso noto come sentimento della mancanza di sentimento; questo dissecca alla radice ogni affetto (anestesia affettiva), sia pure dolorosamente. Si esperisce qui appieno l’eclissi dell’amore (da quello più visceralmente materno a quello più elevatamente mistico: la notte oscura dell’anima) e la si esperisce con sofferenza indicibile, raccapriccio, con disperazione, fino al suicidio.

Dice Hölderlin (Hyperion, II), che «l’uomo, se ama, tutto vedendo e tutto illuminando, è un sole; se non ama, è un’oscura abitazione dove arde una misera minuscola lampada». Troppe sono ancora le oscure abitazioni.

Bruno Callieri, Dimensioni psicopatologiche dell’amore