«Non sono né felice, né infelice. Di colpo mi è chiaro che vivo una parvenza di vita»

«Quando sono sola, il mio secondo io, vano e malvagio, ritorna, chiede di esprimersi e io devo cedergli. La frivolezza brilla nei miei occhi, la mia bocca mente di continuo e lui lo avverte.
Ho il disperato bisogno di trovare qualcuno che pensi a me, che mi aiuti a trovare me stessa! Sono stata trascinata lontano, lontano da me stessa. E non vedo l’ora di tornare là dov’ero.
A volte muoio d’amore per lui, poi, un istante dopo, non sento più niente, niente!
Spesso quando non sono felice non è colpa sua, ma unicamente mia!

Non sono né felice, né infelice. Di colpo mi è chiaro che vivo una parvenza di vita. In fondo a me stessa, soffoco così tanto! Soffro – non so perché… IL MIO VASCELLO È IN PORTO, MA FA ACQUA…

Gustav Mahler: “È forse perché i tuoi bei sogni fioriti non si sono realizzati?”
In quel momento non sono più riuscita a trattenermi, sono scoppiata in singhiozzi e non la finivo più di piangere!

Gustav Mahler: “Cosa si deve fare con una tale “donna-bambina”?”
Avevo capito all’improvviso che il mio matrimonio non era un matrimonio e che la mia vita non era assolutamente realizzata. Mantenni nascosta a Mahler questa verità. La sapeva (esattamente come me).
Gustav Mahler: “Oh Dio! Perché mi hai abbandonato! Il diavolo danza con me… Follìa, coglimi, che io dimentichi di esistere! Per te vivere! Per te morire! Almschi!”

Alma Schindler in Mahler