«malinteso e interazione che mi sorprendono, mi spossessano, mi inabissano e mi fanno avanzare, folle evidenza: amore»

«Parola che non è niente di ciò che io sono, ma che mi ricompone e ti ricompone, malinteso e interazione che mi sorprendono, mi spossessano, mi inabissano e mi fanno avanzare, folle evidenza.
Prima di te, dopo di te, in ogni istante ti raggiungo e ti perdo, ti sono e ti fuggo: te, l’amato amante; noi, liberi in amore.
Se queste storie d’amore dovessero avere una fine, quest’ultima svelerebbe il male radicale che è l’automatizzazione degli umani.
E però io scommetto che l’amore, vissuto a partire dalle diversità delle sue storie, possa esere uno tra gli antidoti pià radicali, perché più intimi».

Julia Kristeva, Storie d’amore. Donzelli

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