genealogia del mio 25 aprile

Partigiano a 13 anni: Antonio Martino ci racconta

lunedì 3 giugno 2019 dalle 10 alle 12 nell’aula magna dell’IC Bobbio, via Ancina 15 Torino

a cura della prof.ssa ANNA MARIA PEROGLIO BIASA;
parteciperanno:
ANTONIO MARTINO, classe 1930, staffetta partigiana nella Resistenza in Valle Grana (CN);
FIORENZO GIROTTI della sezione “Renato Martorelli” e del direttivo provinciale ANPI;
prof. GIANPIERO FRASCA
prof. DANIELE MARTINO
con le domande degli allievi delle classi 2CC, 3BB, 3DD, 3EE
in proiezione documenti filmati sulla Resistenza in Piemonte (1943/1945)
al termine dell’incontro verrà consegnata a ANTONIO MARTINO la tessera dell’ANPI

Questa pistola giocattolo in legno e latta e chiodi – che riproduceva una Mauser 1934 tedesca – se la costruì mio padre Antonio Martino quando a Colletto, Castelmagno, Valle Grana, Cuneo era un ragazzino di 13 anni durante la Resistenza; l’unico partigiano adulto delle borgate era Guido Martino; Antonio ha fatto la staffetta per i partigiani di Giustizia e Libertà della Brigata Pradleves, ha curato i loro feriti, li accompagnava a nascondersi in anfratti segreti che solo lui conosceva, e ha subito anche i rastrellamenti dei fascisti dopo i loro riusciti attentati. Il fascismo arrivò con il consenso del Re d’Italia Vittorio Emanuele III dal 1922; le leggi razziali dal 1938, la guerra dal 1940 e i nazisti in casa dal 1943 ce li portarono il fascismo e il Re d’Italia. Quindi Democrazia e Repubblica le difenderemo ancora con ogni mezzo. ORA E SEMPRE.

La Fiat Grandi Motori nel 1943 occupava quasi 5.000 dipendenti in tre punti della Barriera di Milano: tra i corsi Vigevano e Vercelli e le vie Cuneo e Mondovì; tra via Cigna, corso Vigevano, via Gressoney e via Cervino; tra via Cecchi e la linea ferroviaria Torino-Ciriè-Lanzo. Il padre di mia madre, Angelo Agnese, detto “Angelito” perché era nato nella Boca a Buenos Aires, era vissuto lì nella prima infanzia ed era di nazionalità argentina, era un operaio specializzato che viveva con la famiglia in via Cigna. Militante del Partito Comunista, era sfollato in Francia un anno tra il 1940 e il 1941. Poi tornò in fabbrica e restando latitante fu con l’alias Walter nelle SAP IV (“Squadre di Azione Patriottica”, operai della fabbrica armati, uomini affiliati al CLN interno), lavorando tra l’altro nel gruppo di cura dei compagni feriti. I continui bombardamenti inglesi stavano radendo al suolo la fabbrica, e il 18 aprile cominciarono lo sciopero generale e gli scontri armati. Poi, negli anni Cinquanta della FIAT di Valletta, fu licenziato perché comunista.
Io oggi insegno in due scuole medie della Barriera di Milano, e voglio ricordare questo 25 aprile 2019 mio nonno, il compagno “Lito”, così coraggioso e pieno di vita, socievole, generoso e affettuoso, marito e padre di famiglia rispettoso di moglie e figli, canottiere e corista.