VERGINE
Se apparisse l’Ombra di Sofocle pasoliniana (Affabulazione), non potrebbe pensare di possedere la grazia dell’oggettività. La realtà si è ancor più stratificata, presenta enigmi, inganni, spettacoli crudi, indifferenti all’apparenza. Nemmeno alla realtà oggettiva ci si può più appoggiare, e le stesse definizioni del reale e della materia vengono coinvolti nel dubbio o nell’equivoco gigantesco. Tutto scivola, vertiginosamente si trasforma, subisce mutazioni imprevedibili. Anche per questo osservate con disincanto il maestro dell’impeto affidare al foglio la linea perfetta.
«enigmi, inganni, spettacoli crudi, indifferenti all’apparenza»
in un ronzio di stronzo inconsistente oblìo
prostrato dentro ore interminabili
(ciascuna che dura migliaia di minuti)
me ne sto stordito assordato dal silenzio
circondato di rumori senza direzione
quasi ho paura perché non c’è nessuno
qui con me che ho dei terremoti dentro
e faccio il censimento delle tenerezze
uccise ed estirpate via:
quando ti sfilavo gli stivali mentre entravi…
quando aprivi la porta e poi sparivi, riluttante…
la tazza con la bimba dove bevevi nescafè
le poesie tradotte non per me ma date a me
tutte le cosucce rastrellate in una notte
le bamboline radiate cacciate dal mio pogrom
ti eri tirata tutta via da me
e allora io tiravo via ogni te da qua
anche se piango un poco, avaramente
dopo tanti giorni inariditi
a cosa vuoi che serva?
che tanto tu non lo saprai
scarnificata, morta di fame, nuda
mentre ti fai coprire in fretta da qualcuno
di cui ti importa poco o niente
tu mi hai lasciato fuori senza te
non mi hai fornito neanche un senso
una memoria da riappartenere a un noi:
è quello che realizzo come uomo senza amore
mentre mi fischiano le orecchie
in un ronzio di stronzo inconsistente oblìo
… not yet the End!
Questo pomeriggio, sabato 26 maggio ore 15, Daniele Martino (critico musicale, scrittore… e naturalmente, collezionista di ottimi dischi!) è il protagonista della puntata di Ol’ Dirty Vinyls, il programma curato da Giuliano Ferrero per Radio Banda Larga: «Alla fine dei magnifici Ottanta si chiude l’era del vinile, e si chiude il decennio d’oro del minimalismo americano. Ma non piangete, gente. Not yet the End!»
il raga delle tartarughe³: un’ora di poesia elettrica
Mercoledì 23 maggio 2012 ore 22 all’Imbarchino di Torino
il raga delle tartarughe³
poesie di daniele martino musiche di alberto ezzu
io scrivo e mi curo con la scrittura. alberto suona e cura con la musica. ci siamo conosciuti venti anni fa, a un ritiro buddista zen. abbiamo praticato insieme zazen per molti anni, condividendone lo spirito e le regole. poi ciascuno di noi ha preso la sua via. alberto un giorno mi ha proposto un “reading” delle mie poesie. piano piano è nato un progetto intorno a un mio testo scritto in preda a uno stato modificato di coscienza. siamo andati oltre i libri da leggere e le musiche da ascoltare. siamo scesi nel fondo buio delle emozioni primordiali, della rabbia, della passione che abbiamo imparato nel tempo ad accettare e osservare e patire senza dolore. con una dolcezza e una emozione delicate, quelle che appartengono all’arte, allo spirito. elettronica, parole decomposte in un prisma di fantasmi sonori, lampi, illusioni si alternano al respiro quieto della parola espressa dal vivo, accompagnata dal soffio elettrico della sua chitarra. un lunghissimo, potenzialmente infinito scorrere di musica per pacificare l’anima. le tartarughe, per me, sono le donne: lente sul terreno del maschio, sapienti nelle correnti subacquee della vita, eterne, misteriose, goffe, da cucinare in brodo, da venerare mentre creano migliaia di uova di vita… il poeta è un achille che non ce la fa ad essere più svelto, in amore, di una donna.
daniele martino
Daniele Martino è condirettore del “giornale della musica”. Collabora con Rai Radio3. Nel 1995 ha pubblicato da Einaudi la raccolta di poesie Minimale nel collettivo Nuovi Poeti Italiani 4. Ha scritto testi poetici per i compositori Marco Betta e Marco Robino (installazione multimediale di Peter Greenaway sull’Ultima cena di Leonardo a Milano). Per la collana di libri per bambini e ragazzi “Giralangolo” (EDT) ha tradotto tra l’altro Quassù sull’albero, di Margaret Atwood. Tra pochi mesi verrà pubblicato il suo primo romanzo.
Alberto Ezzu è musicista e musicoterapista. Dirige il Lux Vocal and Instrumental Ensemble, che cerca di coniugare la tecnica del canto difonico, il gusto per la musica a bordone, per gli strumenti antichi e per la musica elettronica alle teorie della Just Intonation e alla poetica del musicista americano La Monte Young. Diplomato in musicoterapia, è Magister e supervisore nel Modello Benenzon. È membro dell’Overtones Consort e Presidente dell’associazione Arte, Cura e Trasformazione – Progetti per la Terapia.
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«Nulla è importante se non la vita»
Nulla è importante se non la vita. Per questa ragione sono un romanziere. Ed essendo un romanziere, mi considero superiore al santo, allo scienziato, al filosofo e al poeta – che sono tutti grandi esperti di parti diverse dell’uomo vivente, ma che non colgono mai l’intero.
D.H. Lawrence, Why the Novel Matters (1925)






