zen al dojo Mokusho (foto Elena Reymond)

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Inserito in foto, zen

due vecchi lupi grigi

Ho rivisto dopo vent’anni una persona che conoscevo appena. Abbiamo parlato come due che sono amici da vent’anni. Il tempo fa selezione e fa istantaneo il fiuto. Due vecchi lupi grigi si annusano. Si riconoscono. Fanno un po’ di strada insieme

Inserito in parole

ogni uomo è solo

Sono emersi un paio di temi: uno di questi è che ogni uomo è solo, e c’è una battuta in uno dei dialoghi del terzo episodio in cui qualcuno si chiede quando le cose torneranno normali. I personaggi hanno la sensazione di essere nel bel mezzo di un cambiamento: mi piace la sensazione di essere in cima, di avere qualche speranza, e poi tutto cambia e le cose sfuggono di mano. C’è una sensazione, che penso le persone abbiano in questo momento (io so che ce l’ho) che sia in atto un grande cambiamento: io scrivo quello che sento, e ho questo sentimento che mi dice di tornare con i piedi per terra. Non so se sia anche la sensazione di qualcun altro.

l’autore Matthew Weiner parla di Mad Men

Inserito in critica televisiva, parole

Carmelo Bene, Eros

Inserito in critica teatrale, parole, poesia per musica, readings, video

lui e lei, 25

LUI e LEI stanotte hanno fatto sogni strani. Diversi proprio.

LUI: «Eravamo in una casa in costruzione, un grezzo, a un piano alto: non c’erano finestre. Eravamo lì con il tuo bambino che giocava. Poi è arrivato suo padre, uno strano, taciturno, si è seduto a giocare accanto a lui, a terra. Senza una parola. Poi si è alzato, è andato alla finestra mentre tu ti appoggiavi a me di schiena e ti abbracciavo, serenamente… lui è stato un attimo in piedi, sul cornicione, io ho avuto la sensazione che volesse… buttarsi!!! si è buttato! Io nel bailamme consolavo il bambino, gli dicevo “no, è meglio che non vai a vedere cosa si è fatto papà”. Suo padre s’era ammazzato».

LEI: «Io invece ero nuda e mi sono infilata nel lettone tra te e il tuo amico, e poi la mattina ero in piedi nuda e mi dicevo “non sono niente male, di corpo!” e poi si è alzato il tuo amico, nudo, e mi strusciavo tutta allegra contro di lui…»

LUI: «…»

Inserito in sogni

mio zio

Mio zio era stato ufficiale dei Granatieri di Sardegna. Era veneto, molto alto, aveva fatto basket e conosceva Boniperti della Juve. Mio zio era un patriota e aveva vissuto a lungo a Trieste. Mi insegnò l’alzabandiera: sul terrazzo della casa di mio padre e di mia madre mi preparò un’asta e mi portò una bandiera tricolore: «Verde Bianco Rosso è la bandiera tricoloooor!». Cantavo a squarciagola. Ero dello Juve e mettevo la maglietta bianconera che mio zio mi aveva regalato.

Poi, mio zio è morto. Metto qualche sua camicia, e una sua giacca: la mia quota di eredità.

E sono del Toro.

Non faccio più l’alzabandiera, ma stamattina canticchiavo: «Verde Bianco Rosso è la bandiera tricoloooor!». Aveva la psoriasi, poi, mio zio, e aveva smesso di fumare.

Inserito in narrazioni

la verità

«Spesso sono i disturbi nervosi a causare le malattie e sono le preoccupazioni a causare i disturbi nervosi. Sì, forse il mio segreto era solo quello di saper parlare alla gente. Era questo che li faceva star meglio? E del resto che cosa sono le parole? Se menti fai star male chiunque, se dici la verità la gente sta bene e va d’accordo».

Woody Guthrie, Questa terra è la mia terra. Milano, Marcos y Marcos 2011

Inserito in critica musicale, le mie letture, libri, narrazioni, parole